Martino Pietropoli
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«Problemi Deli» è il più interessante podcast del 2021. E forse anche del 2022

Vengo a conoscenza di Jonathan Zenti ascoltando Meat, il suo podcast in lingua inglese che esiste in qualche puntata — credo la intro e qualche altra. Questo suo lavoro è un grande progetto che parla del suo corpo e della sua carne. Di materia e di ciò di cui siamo fatti e soprattutto di ciò che facciamo con esso: come lo usiamo e come ne siamo usati, come ci serve e come ci soggioga attraverso la percezione che ne abbiamo.

Zenti è in sovrappeso e in quel lavoro si mette spietatamente alla luce. Senza limiti o pudori parla del suo rapporto con un corpo imponente e come il suo corpo decida anche, indipendentemente dalla sua volontà, come le altre persone interagiscono con lui. Come se ci fosse Zenti come mente e uomo e poi il suo corpo. …


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Tipo la lampada da tavolo Xiaomi MI LED, che me l’ha migliorata

Se una cosa mi piace la consiglio, se una cosa non mi piace non ne parlo. Questa è la mia regola da recensore. Potrei al più sconsigliarla (vale per oggetto, libro, film, musica, mostra ecc.) ma non mi dilungo molto a spiegare perché non mi è piaciuta. Né tantomeno ne parlo male: c’ho già perso del tempo a provare, leggere, guardare e ascoltare che non ne voglio perdere altro a condannare e criticare negativamente. Chissenefrega.

Quando mi capita però di trovare un oggetto o un libro o un film che mi ha donato qualcosa — o mi ha migliorato la vita — lo consiglio a chiunque. …


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Martino Pietropoli, “Pieces of a Woman”, finger on iPhone

“Pieces of a Woman” di Kornél Mundruczó (contiene spoiler)

Partendo dall’inizio, “Pieces of a Woman” incomincia con l’inizio della vita: il parto domestico di Martha, un lungo piano sequenza di più di 20 minuti. Non potrebbe esserci niente di letteralmente più preciso nell’indicare un inizio.

Oltre al prodigio tecnico del piano sequenza (una tecnica sempre sbalorditiva, soprattutto quando è usata motivatamente e non come dimostrazione muscolare di abilità registica, e qui serve a trascinare lo spettatore nella casa in cui una giovane coppia sta per avere la prima figlia, facendone condividere l’ansia e la confusione), il parto ha diversi significati simbolici ed esistenziali: è l’origine, è la più alta espressione di forza creatrice, è una fase di passaggio tra l’adolescenza più o meno lunga e l’età adulta. …


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La docuserie su San Patrignano è molto bella

Ci fu un tempo in cui al telegiornale non si parlava d’altro che di Muccioli, e in un senso o nell’altro, e cioè in senso benevolo — come di un benefattore — e di condanna, cioè come di chi operava con violenza, causando sofferenza e anche, purtroppo anche se indirettamente, morte. Vi furono tempi in cui tutti conoscevano Muccioli. Poi, dopo la sua morte e come per rimuovere frettolosamente qualcosa, tutti lo dimenticarono.

Le vicende narrate dal bellissimo SanPa su Netflix abbracciano un arco di 15 anni ma quella fase della comunità di San Patrignano è lontana nella memoria. Come i tossicodipendenti, è sepolta e distante dalla vista. Quel problema è ormai vissuto socialmente con un atteggiamento diverso: molte droghe ricreative sono accettate e ve ne sono altre che non provocano metamorfosi così evidenti nei consumatori. …


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È la medicina per il prossimo anno

Puntualmente, ogni anno scrivo quello che non faccio mai nella vita reale: un bilancio. Anzi, nemmeno un bilancio e nemmeno una previsione per l’anno nuovo ma un proposito. Come ho già spiegato, i buoni propositi sono fatti per essere disattesi e un buon modo per non fallire nel perseguirli è porsene pochissimi e generalissimi. Astratti quasi.

Facile fallire nel perdere peso o nel diventare più ricchi o nel leggere sessanta libri all’anno. Son tutte cose che dipendono da troppi fattori e troppo impegnative. Mi piace mangiare e bere, non son bravissimo a far soldi e leggo quello che mi va e riesco a leggere (un unico proposito riguardante la lettura è questo: mollare i libri che non interessano. …


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Un’inquadratura di Play Time

Questo è un fotogramma da Play Time di Jacques Tati. Il film è del 1967 e narra la giornata di Monsieur Hulot e i surreali incontri che fa.

È diviso in sei momenti o episodi e quello da cui è tratto il fotogramma è il secondo: Hulot cerca di arrivare a un appuntamento in un edificio ultramoderno (bello e minimalista, a dirla tutta, e tutt’ora molto attuale esteticamente) in cui le porte degli ascensori sono uguali a quelle degli uffici e ogni cosa si assomiglia, impiegati compresi. …


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Perché l’ultimo di e con Clooney è brutto e perché finisci per tifare per gli asteroidi (contiene spoiler, tanti, tutti)

di Martino Pietropoli e Terra2

Capitano Clooney, abbiamo un po’ di problemi, un bel po’ di problemi.
Il primo è che è difficile parlare male di qualcosa che fai perché sei adorabile. Tu sei la versione migliore di noi, purtroppo ipotetica. Sei affascinante, sei ricco e di successo, sei pure simpatico e vorremmo averti come amico ma vedi, una parte del problema è che quando si parla di una tua opera si finisce per parlare di te, perché se hai fatto una cosa buona questa aggiunge solo fascino al tuo personaggio, se ne fai una brutta non ne parliamo. …

About

Martino Pietropoli

Architect, photographer, illustrator, writer. L’Indice Totale, The Fluxus and I Love Podcasts, co-founder @ RunLovers | -> http://www.martinopietropoli.com

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