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Martino Pietropoli

Ossia il più bel podcast dell’universo, condotto da Edoardo Ferrario e Luca Ravenna

“Cachemire è il miglior podcast italiano” mi dice un amico. Non ne ho mai sentito parlare, non conosco chi lo conduce, non ho idea di cosa parli. Leggo chi lo conduce — non li conosco — leggo che sono comici e penso che io i comici italiani non li amo molto, salvo certi. Senza preconcetti (il più possibile, almeno) ne ascolto una puntata: parlano delle regioni italiane come se facessero un viaggio dal nord al sud. Mi viene in mente — chi era? Forse Gino Bramieri — che raccontava quella barzelletta usando tutti i dialetti d’Italia. Intanto corro e ascolto…

Se tutti meditassimo, il mondo sarebbe un posto migliore

Ogni giorno, da qualche settimana a questa parte, non vedo l’ora che arrivi la mezzanotte. A quell’ora, nel silenzio più totale, medito.

Non l’avevo mai fatto prima o forse ci avevo provato una volta, senza alcuna guida e quindi innervosendomi dopo cinque minuti. Se non te la spiega nessuno e hai solo visto film in cui chi medita levita e sconfigge draghi immaginari con la sola forza del pensiero può capitare. La verità è che non hai capito niente perché meditare non è esattamente quello. …

L’email fa mediamente schifo: HEY è (quasi) la soluzione

La posta elettronica è una cosa che da quando esiste Internet è sempre stata gratuita. I primi servizi a fornire caselle di posta, anzi, furono anche i primi servizi in assoluto a essere gratuiti: Hotmail, per esempio.
In genere ciò che è gratuito — comprensibilmente — è un servizio di scarsa qualità. Come si può avere un servizio di qualità? Pagando, non si scappa.

La mail è uno degli strumenti più antichi della rete e anche uno dei meno evoluti: oggi, decenni dopo essere stato inventato, è anche uno dei più odiati e più arretrati.

HEY di Basecamp non ha…

Una riflessione su “Rapsodia in Blue” e su South Park

“Rapsodia in Blu“ di Gershwin è una delle composizioni più belle e perfette della storia della musica.

Inizio così, perché una cosa che ho visto oggi e un duplice ascolto della medesima mi hanno fatto mettere insieme i concetti, o mi ha dato una spiegazione possibile: perché è così bella e perfetta? Innanzitutto perché è musicalmente magnifica: ha una complessità melodica di rara purezza e un montaggio imprevedibile e instancabile. È sia jazz che classica, è incongruente e caotica, è precisa e implacabile, è grandiosa e spavalda. È l’idea di un’America possibile, anzi: è l’America Possibile.

Gershwin la compose su…

«Prima persona singolare», di Murakami Haruki

Murakami andrebbe letto come un antidoto, non solo come un libro. Non bisognerebbe pensare di leggerlo e basta, come si legge un altro libro: bisognerebbe pensare di prendere una medicina, forse uno stupefacente.

Quando la realtà è intollerabile bisogna prendere in mano un suo libro e seguire le sue parole. Non conducono in un luogo preciso e non danno risposte ma ti sollevano dal contingente, ti portano altrove.

Se queste fossero parole scritte da Murakami, ora apparirebbe una botola nel pavimento di fronte a noi, forse in un angolo. Nessuno ci aveva mai fatto caso, forse era lì da sempre…

Ed è la sua forza

Negli anni ’80 i pasticcini erano ciccioni, poi vennero i mignon. Ora i pasticcini sono tutti mignon ma si chiamano solo pasticcini.

Sanremo dura 87 ore, è come un pasticcino anni ‘80.

Dà l’impressione che il tempo non sia passato e che le paste siano ancora ciccione. Rassicura. Altrimenti non si spiegherebbe la perizia da entomologi con cui viene seguito, analizzato, osservato e commentato.

Sanremo è ache un oggetto assoluto: è sempre uguale a se stesso a parte lentissime variazioni che generalmente hanno cicli decennali: oggi la sua regia e fotografia sono quelle degli MTV Music Awards (esistono ancora?) di…

Martino Pietropoli

Architect, photographer, illustrator, writer. L’Indice Totale, The Fluxus and I Love Podcasts, co-founder @ RunLovers | -> http://www.martinopietropoli.com

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