Martino Pietropoli

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Ebbene sì: esiste ancora

“Mondovino” è un bel documentario di qualche anno fa. Parlava del mercato del vino e di come questa bevanda avesse assunto un’importanza impensabile anni prima. Da buon documentario riportava anche il pensiero di chi era critico. La tesi era un po’ questa: la qualità media del vino è indiscutibilmente migliorata e gran parte del merito va agli esperti e critici che, oltre che a scrivere per riviste di settore, fanno anche da consulenti per le grandi cantine. Che male c’è a dare consigli? Nessuno, se non per il fatto che i consulenti erano poche persone molto competenti a cui si…


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Nel film di Sam Levinson niente è ciò che appare

Lui è un regista, lei la sua fidanzata. Tornano a casa dalla prima del suo ultimo lavoro, che ha ricevuto un’ottima accoglienza della critica.

Lui è elegante, lei ancora di più. Sono una coppia giovane, di successo, pronti a festeggiare privatamente un evento di cui lui è stato protagonista. O forse sono pronti a mangiare qualcosa e riposare, finalmente. La discussione che costituisce il fulcro del film nasce quasi all’inizio e si protrae fino alla fine. M&M è un film teatrale perché del teatro ha la dimensione contenuta e la scena unica (si svolge tutto dentro una casa). …


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Com’è il nuovo social di cui tutti parlano (e questo articolo andrà riletto fra un anno)

Non percepivo questo entusiasmo per un nuovo social network da anni, forse da Snapchat (c’ho messo un paio di minuti a ricordarmi come si chiama, interessante): Clubhouse è la novità di cui tutti parlano questa settimana, e per la visione ombelicale che abbiamo nei tempi correnti, pare che ne parliamo da mesi. Allora riporto le cose alla giusta dimensione:

In Italia se ne parla da 7 giorni, negli US forse da 3 settimane. Azzardo, non credo molto di più.
Giorni insomma, non mesi o anni.

Cos’è, per chi ancora non lo sapesse

Clubhouse è un’app — per ora solo per iPhone — che permette di parlare in…


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«Problemi Deli» è il più interessante podcast del 2021. E forse anche del 2022

Vengo a conoscenza di Jonathan Zenti ascoltando Meat, il suo podcast in lingua inglese che esiste in qualche puntata — credo la intro e qualche altra. Questo suo lavoro è un grande progetto che parla del suo corpo e della sua carne. Di materia e di ciò di cui siamo fatti e soprattutto di ciò che facciamo con esso: come lo usiamo e come ne siamo usati, come ci serve e come ci soggioga attraverso la percezione che ne abbiamo.

Zenti è in sovrappeso e in quel lavoro si mette spietatamente alla luce. Senza limiti o pudori parla del suo…


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Tipo la lampada da tavolo Xiaomi MI LED, che me l’ha migliorata

Se una cosa mi piace la consiglio, se una cosa non mi piace non ne parlo. Questa è la mia regola da recensore. Potrei al più sconsigliarla (vale per oggetto, libro, film, musica, mostra ecc.) ma non mi dilungo molto a spiegare perché non mi è piaciuta. Né tantomeno ne parlo male: c’ho già perso del tempo a provare, leggere, guardare e ascoltare che non ne voglio perdere altro a condannare e criticare negativamente. Chissenefrega.

Quando mi capita però di trovare un oggetto o un libro o un film che mi ha donato qualcosa — o mi ha migliorato la…


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Martino Pietropoli, “Pieces of a Woman”, finger on iPhone

“Pieces of a Woman” di Kornél Mundruczó (contiene spoiler)

Partendo dall’inizio, “Pieces of a Woman” incomincia con l’inizio della vita: il parto domestico di Martha, un lungo piano sequenza di più di 20 minuti. Non potrebbe esserci niente di letteralmente più preciso nell’indicare un inizio.

Oltre al prodigio tecnico del piano sequenza (una tecnica sempre sbalorditiva, soprattutto quando è usata motivatamente e non come dimostrazione muscolare di abilità registica, e qui serve a trascinare lo spettatore nella casa in cui una giovane coppia sta per avere la prima figlia, facendone condividere l’ansia e la confusione), il parto ha diversi significati simbolici ed esistenziali: è l’origine, è la più alta…


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La docuserie su San Patrignano è molto bella

Ci fu un tempo in cui al telegiornale non si parlava d’altro che di Muccioli, e in un senso o nell’altro, e cioè in senso benevolo — come di un benefattore — e di condanna, cioè come di chi operava con violenza, causando sofferenza e anche, purtroppo anche se indirettamente, morte. Vi furono tempi in cui tutti conoscevano Muccioli. Poi, dopo la sua morte e come per rimuovere frettolosamente qualcosa, tutti lo dimenticarono.

Le vicende narrate dal bellissimo SanPa su Netflix abbracciano un arco di 15 anni ma quella fase della comunità di San Patrignano è lontana nella memoria. Come…

Martino Pietropoli

Architect, photographer, illustrator, writer. L’Indice Totale, The Fluxus and I Love Podcasts, co-founder @ RunLovers | -> http://www.martinopietropoli.com

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